"So I hit my head up against the wall.
Over and over and over again.
'Cause I don't wanna be like them.
'Cause I really need that feeling back."
Non è un mistero che a Will piaccia guardare il cielo. Lo fa spesso e volentieri anche quando parla con altre persone, perdendo il proprio sguardo tra le nuvole.
Alle volte, quando è solo, si arrampica più in alto possibile, a volte sui tetti degli edifici abbandonati della Desert City, a volte sulla ruota panoramica del Freaks' Kingdom.
Questa sera è una di quelle in cui ha optato per la cima di una vecchia ciminiera in mattoni della zona industriale, parte di una fabbrica in disuso da anni. Le gambe penzolano nel vuoto mentre gli avambracci sono poggiati sul bordo di una ringhiera che circonda la sommità della ciminiera.
Lo sguardo è rivolto verso l'orizzonte, illuminato dalle luci della città.
Vagando con la mente, l'attenzione viene spostata dal panorama alla cicatrice che gli attraversa il palmo della mano destra.
Sollevata la mano, se la guarda per qualche istante, prima di chiuderla a pugno.
*Senza saperlo sono diventato più debole. Cercando la forza, mi sono fatto sovrastare da te, permettendoti di decidere per mio conto*
Un pensiero che non riceve riscontro all'interno della sua testa. Del resto Lui non è sempre con lui. Non è un Simbionte con cui deve dividere il corpo e la mente.
Attraverso le dita serrate del pugno inizia a fuoriuscire della materia nerastra e fumosa, dai riflessi rossastri e pulsanti, come quelli di una brace ardente.
Si contorcono con avidità intorno alla sua mano, cercando di ricoprirla.
E finalmente la risposta arriva.
"Sei tu che hai sbagliato fin dall'inizio. Non è di certo colpa mia se sei un debole. Se non sai controllarmi è per il semplice fatto che sono più forte di te. O meglio, quel poco di potere che ti ho prestato si è rivelato troppo da gestire."
*Ormai non più.*
Un brivido gli corre lungo la spina dorsale quando la risata ferale di quella creatura gli rimbomba nella testa.
"Cos'è questa presa di posizione, ragazzino? Credi che di punto in bianco tu possa controllarmi? Credi che basti la buona volontà a creare delle catene abbastanza pesanti da imbrigliare il mio potere? Nessuna catena, per quanto pesante e robusta, è mai riuscita a tenermi a bada perché niente può fermarmi. Niente."
*Lo vedremo.*
Di nuovo la bestia ride.
"Chissà, forse per ora ci riuscirai. Forse ora che ti sei ricordato di avere una spina dorsale riuscirai a gestire quel frammento di me che ti ho dato. Forse quegli amici che ti sei fatto, quella ragazza, ti hanno spinto a prendere l'iniziativa su di me."
...
"E sia, mi degnerò di obbedirti. Ti lascerò prendere l'iniziativa. Del resto anche quei legami che ti stai creando non sono necessariamente un male, per me. Più ti affezionerai a loro, a lei, più sarà doloroso per te quando li perderai."
"E quando questo accadrà allora prenderò di nuovo il controllo, annichilirò la tua volontà così da poterci finalmente scatenare in una corsa di estasi e violenza."
"Con le mie fauci arriverò a raggiungere la luce che mi brucia."
"Ma per ora... per ora me ne starò qua, a conservare il mio potere finché, un giorno.."
La voce si fa sempre più bassa sino a estinguersi, lasciando la frase a metà. Will rimane in silenzio per un po', spostando gli occhi scuri e assonnati verso la città illuminata.
Poi, dopo quella pausa, in cui si perde nel guardare il panorama che si staglia dinanzi ai suoi occhi, l'attenzione ricade sulla mano destra.
Sulla cicatrice.
Fumose spirali nere e rossastre strisciano fuori da essa.
La mente rimane limpida.
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